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Le esigenze del disabile e delle persone che lo assistono

Essere disabile significa disporre di un numero limitato di scelte. Scelte di muoversi autonomamente, di andare, di esprimersi. Può significare anche essere privati di queste possibilità. La comunicazione è l’essenza stessa dell’uomo, è uno dei mezzi che ci consentono di «esistere». La capacità di esprimere un messaggio permette al disabile di trasmettere un’immagine più autentica della sua personalità, della sua intelligenza, dei suoi sentimenti e di ciò che desidera far capire. Da un punto di vista fisico, agire sul proprio ambiente per ottenere vita e soddisfazione è tipico degli esseri umani; controllare l’ambiente circostante ci permette di vivere una vita «umana». La famiglia e gli amici possono certamente aiutare il disabile ma non aumentano necessariamente la sua autonomia.

D’altro lato, quando l’assistenza familiare o di altro tipo non è (più) disponibile (causa decesso, malattia, vacanze ecc.), è importante che il disabile che dipende da questa cellula di sostegno possa avvalersi di una «struttura sostitutiva». In questo contesto, dare una «voce» al disabile per consentirgli di farsi capire e migliorare le sue condizioni di vita aiutandolo a superare le difficoltà della vita quotidiana a cui è confrontato di giorno in giorno, lottare al suo fianco, aumentare o procurargli l’autonomia che desidera, vuol dire aprirgli nuove prospettive, permettergli di vivere malgrado tutto.

Perché cercare soluzioni? 

Nella misura del possibile, si dovrebbe permettere una migliore integrazione dei disabili nella nostra società, migliorando le loro opportunità nel quadro delle attività professionali, sportive e ricreative. Benché al giorno d’oggi questi obiettivi siano ormai incontestati, la loro realizzazione è tutt’altro che scontata. Aiutare a superare o ad attenuare una disabilità esige un approccio interdisciplinare da parte degli specialisti, nonché la volontà da parte del disabile.

Ci auspichiamo che, a seguito della costante pressione delle esigenze, si imponga sempre più una presa di coscienza. Tutto ciò che concorre al mantenimento o al riacquisto dell’autonomia di un disabile va in questo senso e dovrebbe essere sostenuto.

Le soluzioni possibili che contribuiscono a superare una disabilità
Per ridurre la disabilità oggi si può ricorrere a una gamma di servizi in campo medico, educativo e sociale. Inoltre disponiamo anche di ausili tecnici, strumenti e metodi che offrono un miglioramento della vita quotidiana dei disabili: essi consentono infatti al disabile di superare la dolorosa situazione «fra parentesi» in cui si trova, agire sull’ambiente, ottenerne vita e soddisfazione e condurre un’esistenza «più umana»; gli offrono l’opportunità di esprimersi, di comunicare ciò che vuole dire e quindi di «esistere». Gli ausili non rimpiazzano le relazioni umane ma possono agevolarle e senza dubbio arricchirle.

State cercando una soluzione?

L’obiettivo prioritario è la creazione di strutture od organismi in grado di individuare chiaramente i problemi e di definire le esigenze del disabile. Nell’ambito di uno studio sulla possibile dotazione di un ausilio, gli esperti possono proporre un ausilio tecnico. L’utente deve imparare a capirne l’utilità e a maneggiarlo. Occorre inoltre assicurarne la manutenzione. L’offerta sempre più vasta e il rapido sviluppo tecnologico, sulla spinta delle esigenze sempre maggiori degli utenti e delle persone che li assistono, richiedono prestazioni di servizi sempre più specialistici.

Nel campo degli ausili elettronici ciò che conta non è tanto l’efficienza tecnologica quanto piuttosto la capacità dell’utente di servirsene.

Pertanto è indispensabile una collaborazione sul piano interdisciplinare, così come la definizione di obiettivi comuni a seconda del potenziale della persona che si desidera rendere più autonoma.

Che cosa vogliamo?

La FST crede nelle risorse, anche latenti, di ogni disabile e intende aiutarlo ad acquisire autonomia senza preconcetti riguardo ai risultati. La FST rispetta l’individuo autonomo ma interdipendente. La missione della FST è di mettere a disposizione di tutti i disabili gli ausili elettronici adatti alle loro esigenze. Anche se gli ausili non potranno mai compensare interamente l’infermità, è essenziale migliorare le condizioni di vita dei disabili nella vita di tutti i giorni. Le soluzioni proposte dalla FST contribuiscono a superare gli ostacoli quotidiani.

La FST ha adottato i seguenti significati di «aiuto ai disabili»:

  • Aiutare un disabile significa guardarlo, ascoltarlo, informarlo per permettergli di effettuare, in completa autonomia, la scelta dei mezzi di cui vuole dotarsi per affrontare gli ostacoli che rendono difficoltosa la sua vita.
  • Aiutare un disabile significa proporre senza disporre (né imporre), dare senza ordinare.
  • Aiutare un disabile non significa inibirlo né proteggerlo eccessivamente, ma piuttosto lottare al suo fianco e cercare soluzioni insieme a lui.
  • Aiutare un disabile significa fornirgli l’aiuto richiesto senza sentirsi, di ritorno, investiti di un diritto.

La FST compie la propria missione grazie alla collaborazione di una rete di esperti esterni e interni. Essa coltiva l’interdisciplinarietà, la trasparenza e la responsabilità individuali. Per sfruttare pienamente le sinergie, coordina, nel rispetto reciproco, l’insieme delle iniziative che intraprende. Il suo scopo è di fornire ausili elettronici a chiunque ne abbia bisogno.

Qualora non sia possibile una presa a carico nell’ambito del sistema di assicurazioni sociali svizzero, la FST si adopererà per trovare una diversa soluzione di finanziamento. La nostra ricompensa è il riacquisto dell’autonomia del disabile.

Che cosa proponiamo

Gli specialisti della riabilitazione che operano in seno alla Fondazione (logopedista, neuropsicologo ecc.) si recano a domicilio per informarsi sulle esigenze del disabile e delle persone che lo assistono; elaborano un progetto e mettono a disposizione gratuitamente del materiale in stretta collaborazione con l’utente e la sua famiglia. L’ausilio elettronico è assegnato definitivamente solo al termine del periodo di prova.

Informazioni, documentazione, esposizione e formazione

La Fondazione possiede una biblioteca in cui sono archiviate parecchie migliaia di pubblicazioni in merito agli ausili elettronici, le più importanti delle quali sono state inserite in uno speciale programma informatico.
 
L’esposizione permanente degli ausili (visite su appuntamento), così come un appartamento modello presso l’EXMA di Oensingen, attirano sempre più professionisti e gli stessi disabili.

Nei vari settori di attività della FST si tengono regolarmente degli stage di formazione della durata di più giorni e ogni anno viene pubblicato un catalogo completo. I corsi sono tenuti da professionisti attivi a livello nazionale e internazionale nel campo della riabilitazione. La Fondazione mette a vostra disposizione logopedisti, neuropsicologi, ergoterapeuti e altri specialisti operanti in seno ad essa o in altre regioni. Questi corsi di formazione sono la manifestazione concreta della politica di diffusione del know-how della nostra équipe.

La FST desidera dare maggiore autonomia ai professionisti affinché l’aumento quantitativo dei bisogni non porti automaticamente all’assunzione di nuovi collaboratori e la Fondazione rimanga disponibile per progetti che richiedono un’esperienza approfondita.

Perché lavorare con la FST? 

Forte di un’esperienza in materia di oltre 25 anni da parte del suo direttore, Jean-Claude Gabus, la FST ha saputo adattarsi all’evoluzione dei mezzi disponibili e delle metodologie utilizzate dai professionisti attivi nel campo della riabilitazione dei disabili.
 
Grazie a una collaborazione internazionale di lunga data nel settore della ricerca e dello sviluppo e dei programmi di formazione europei e intercontinentali (USA), la FST è in grado di fornire un sostegno importante ai professionisti che operano nel settore della disabilità e della terza età.

Come è finanziata la FST? 

Le risorse finanziarie della FST provengono da quattro fonti:

  • In Svizzera, le prestazioni dei servizi e il materiale forniti ai disabili sono finanziati, per la maggior parte, dall'Assicurazione invalidità (AI).
  • I progetti di ricerca e sviluppo sono generalmente oggetto di mandati pubblici. Talvolta sono sostenuti anche da donatori privati.
  • L’esportazione dei prodotti che sviluppa contribuirà sempre più alle sue risorse finanziarie.
  • Infine, contiamo sul sostegno dei donatori alle altre attività della Fondazione che non sono finanziate dal sistema svizzero di assicurazioni sociali.

Per poter continuare a svolgere la propria missione, la FST deve garantire il proprio futuro. Le risorse finanziarie menzionate sono utilizzate in maniera efficace e razionale. La FST rende conto regolarmente del proprio operato e dell’impiego delle proprie risorse ai suoi finanziatori.

 
 

 

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