Anche in Ticino la Fondazione Svizzera per le Teletesi Già da qualche anni, alcuni enti situati nel Canton Ticino svolgono delle attività relative all'applicazione di teletesi (mezzi ausiliari per persone disabili). Tra di loro, la FIPPD (Fondazione Informatica per la Promozione della Persona Disabile), il CID (Centro Informatica Disabilità) ed il Dipartimento dell'Istruzione e della Cultura. Avendo notato che la domanda stava evolvendo in modo regolare, la FST e l'équipe ticinese hanno deciso di unire i loro sforzi. E cosi, dall'inizio di marzo 94, grazie a diversi sostegni sia locali, federali, privati che pubblici, è stata creata la FST-TI. I suoi obiettivi sono uguali a quelli della FST, sede centrale. Tuttavia, una stretta collaborazione con il servizio dell'insegnamento specializzato dà un aspetto più particolare alle attività svolte in quest'altra parte delle alpi. Una parte importante di queste attività è dedicata all'aspetto pedagogico legato all'uso di queste tecnologie moderni con giovani bambini disabili. La FIPPD, quanto a lei, continua le sue ricerche e sviluppi, più particolarmente nella messa a punto di programmi educativi quali "KEVIN" per esempio. Questo è un software di disegno e di animazione altamente versatile ed adattabile a diversi livelli di uso, a seconda dell'età e del grado di disabilità dell'utente, programma che ha già riscosso notevole successo anche fuori dai nostri confini. Oltre a consolidare in maniera proficua i propri obiettivi per offrire servizi di sempre più alta qualità, questa stretta collaborazione con la FST-TI ed il CID permette alla fondazione di essere sempre in prima linea sul fronte della consulenza e dell'aiuto offerti alla persona disabile. Ciò rappresenta così un motivo di speranza in più per una fascia di popolazione sempre in costante aumento anche nel Canton Ticino, regione che, come le altre del nostro paese, si applica per quanto possibile a fornire aiuti e mezzi tecnici d'avanguardia a persone disabili che meritano ed attendono di potersi inserire a pieno titolo nella nostra società. Informatica e disabilità motoria : a scuola con il computer di Gabriella A. Romei in collaborazione con Gabriele Scascighini e Philip Hubert Quando nel 1975, l'informatico americano Bill Gates, proprietario della Microsoft, profetizzò la presenza di "un computer in ogni ufficio, in ogni casa", forse non immaginava neppure quanto sarebbe diventato più diversificato ed importante l'uso di questo strumento ai nostri giorni, specialmente nel campo delle disabilità motorie. Il personal computer infatti, oggi non serve più soltanto per cimentarsi in appassionanti videogiochi. L'introduzione della multimedialità (suono, testo, immagine, ecc..) ha trasformato questo mezzo in uno stimolante compagno di vita con cui l'utente non ha più solo uno scambio limitato a semplici "si" o "no" ma un'interazione dialettica ed articolata. Ai nostri giorni con un computer si può scrivere, disegnare, creare musica, comunicare, lavorare, allacciare relazioni sociali, ecc..., il che lo ha reso uno strumento ricco di importanti funzioni pedagogiche e di un rilevante valore educativo, che lo trasformano in un utile ausilio in svariati campi. Tra questi quello delle disabilità motorie, su cui la FST-TI lavora costantemente ed intensamente da tempo, fornendo la sua disponibilità, la sua collaborazione ed una consulenza specializzata in materia di mezzi ausiliari di tipo informatico a svariati enti, sia pubblici che privati. Per le persone con gravi difficoltà motorie, le barriere da superare nel corso dell'inserimento nella nostra società sono moltissime. Tutto è più difficile per loro, dall'esprimere sensazioni o necessità, alla socializzazione e all'entrata nel mondo del lavoro o dello studio, ecc.. L'informatica può venire incontro alle loro difficoltà divenendo parte integrante della loro esistenza; le applicazioni pedagogiche in campo scolastico e curativo hanno per esempio fatto del personal computer uno strumento in grado di permettere un'interessante attività didattica rendendolo un ideale ausilio anche per persone gravemente disabili sul piano motorio, sensoriale e comunicativo che vogliono seguire un regolare iter scolastico. In questo senso si sta rivelando di grande importanza un'esperienza unica nel suo genere, e all'avanguardia a livello nazionale, condotta in una classe composta da sei bambini disabili (di cui 4 sul piano motorio) della Scuola Speciale Cantonale di Molino Nuovo a Lugano, realizzata dal Dipartimento dell'Istruzione e della Cultura in stretta collaborazione con la FST. L'obiettivo principale di tutta l'attività pedagogica svolta con questa classe è quello di permettere l'integrazione di questi allievi nelle società. A questo scopo si è pensato all'uso di un computer come strumento quotidiano di lavoro. Quello che per un bambino cosiddetto "normale" è una semplice abitudine (per esempio scrivere s u di un quaderno) può diventare per un ragazzo disabile sul piano motorio un'enorme difficoltà e, quindi, una penna o un quaderno possono trasformarsi per lui in veri e propri ostacoli. Tramite l'uso di un PC, adattato ergonomicamente alle difficoltà di ciascuno di loro con ausilii speciali (come per esempio mini tastiere, dispositivi di imput a scansione, sistemi di output particolari, ecc...), questi bambini disabili possono vedere attenuati, o in parte risolti, i loro handicap e quindi partecipare attivamente alle più svariate attività scolastiche. Una favola come "Pierino e il lupo" può per esempio trasformarsi in spunto per un lavoro multimediale collettivo (grazie ad un collegamento in rete), in cui ciascuno apporta il proprio contributo di tipo visivo, musicale o testuale. La socializzazione e l'incontro con gli altri sono infatti altri obiettivi importanti, realizzabili grazie all'uso del computer. Invitando regolarmente una classe di allievi delle Scuole Elementari per attività informatiche (programmazione di robots, costruzioni di ipertesti, ecc..), i bambini disabili hanno la possibilità di allacciare nuove relazioni di amicizia, di avere nuovi contatti e di collaborare con altri individui a progetti comuni, instaurando rapporti sociali ed affettivi. Ecco allora che, inteso come mezzo di socializzazione e di integrazione, in grado di permettere a bambini disabili sul piano motorio di sviluppare le loro capacità e la loro creatività, il computer, con programmi che offrono applicazioni sempre più interessanti, rappresenta un valido ed importantissimo sostegno per il loro processo di crescita. Questo è in grado di fornire loro un'immagine positiva della loro persona, di farli sentire utili e realizzati, procurando loro una piacevole sensazione di soddisfazione. Essi sanno che grazie a questo strumento potranno inserirsi a pieno titolo nella società, lavorando, studiando, ecc... e che in un futuro non molto lontano potranno farlo anche in modo telematico, grazie alle numerose sperimentazioni e a sostegni sempre migliori, effettuati dalla FST, dalla sua sezione ticinese e dal CID (Centro Informatico Disabilità). Gabriele Scascighini – 09.1994
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